GRUPPO FARFA - CINEMA SOCIALE PUGLIESE

Gruppo sociale di alfabetizzazione, diffusione e produzione mediatica sostenibile

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E’ innegabile l’alto valore conoscitivo, formativo e, molto più spesso, propagandistico che l’utilizzo dei ‘media’ ha avuto per tutto il ‘900, con la diffusione massima a partire dal Secondo dopoguerra.
Il Cinema ha fatto riferimento ai costumi e ai comportamenti del mondo sociale rappresentato, in un primo momento documentando e imitando, successivamente proponendo dei modelli nuovi da seguire, richiamare, emulare.
I prodotti mediatici erano e sono legati all’Industria e ai canali seriali di produzione che, per definizione, escludevano ed escludono ogni comparto della catena seriale che non sia altamente specializzato o direttamente connesso alla sede centrale dell’Industria di produzione italiana per eccellenza che è a Cinecittà, in Roma.
Questo ha portato a lungo andare ad uno scollamento tra realtà rappresentata dalla finzione filmica e realtà da rappresentare, creando opere artistiche che avevano spesso poco da dire della realtà o che ne descrivevano sezioni particolari.
Per fare qualche esempio, la specializzazione attoriale degli interpreti delle ‘fiction’ italiane ha creato personaggi e modelli comportamentali standardizzati e slegati dalla quotidianità dei comportamenti della gente di tutti i giorni.
Le scelte, poi, dei caratteri, che tendono a mitizzare i ruoli del grande imprenditore, del manager, dello stilista, del medico di successo, dell’ispettore figo e così via, portano spesso ad ignorare problematiche legate più strettamente alla vita reale: il dire una parte della verità spesso equivale a dire una menzogna.
Ancora, quand’anche la verità sia stata rispettata, l’appartenenza geografica dell’Industria tradizionale al mondo romano, ha forgiato prodotti filmici che descrivono la realtà particolare, gli stili di vita, il linguaggio degli ambienti sociali della capitale o dell’Italia centrale, tralasciando spessissimo le realtà geografiche periferiche come quella pugliese, quella veneta o valdostana che dir si voglia.
Questa ‘disattenzione’ sociale ha creato da una parte, nelle realtà economicamente più disagiate, emarginazione e scarsa coscienza del proprio essere sociale, dall’altra, nelle realtà settentrionali economicamente più progredite, un’abnorme mitizzazione della propria coscienza con le derive autonomiste di cui negli ultimi anni abbiamo notizia.
La sostenibilità sociale dell’iniziativa si esplica, dunque:
- nel coinvolgimento di soggetti nuovi;
- nella vicinanza dei contenuti da rappresentare alla realtà.
Pur senza rinunciare al modello organizzativo industriale per la sua efficienza pratica e gestionale, poi, il “Gruppo FARFA – Cinema Sociale Pugliese” si propone:
- di avvicinare la gente comune al mondo dei media;
- di rendere il sociale protagonista della realizzazione, per una finalità legata all’ ‘inclusione’ di ogni individualità particolare;
- di sostenere l’ideale artistico e morale di restituzione della realtà a quegli stessi individui che nel quotidiano costruiscono i comportamenti, i gesti, le fattezze della stessa.

1 Comment

    leggere l’intero blog, pretty good

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