GRUPPO FARFA - CINEMA SOCIALE PUGLIESE

Eidola, short doc sperimentale di Giuseppe Boccassini selezionato al 24 Stuttgarter FilmWinter, 20-23 January, Stuttgart, Germany

photo eidola  impakt

Link Festival :

http://www.wand5.de/wand5cms/index.php?option=com_content&task=view&id=260&Itemid=339

Eidola”, 6 min, 35 sec.
Italia (Murgia-Puglia), 2010
Formato: Mini Dv. Aspect ratio: 4:3.
Regia, fotografia-riprese, montaggio, postproduzione, suono: Giuseppe Boccassini.
Musica: Fabio Orsi.

Selezioni

2011 jan 24th. Stuttgarter Filmwinter, Stuttgart, Germany
2010 dic Avvistamenti, Made in Italy, Bari
2010 nov Optica Videoart Paris “artistes indépendants #1″
2010 ott Ba.Co. Film Festival -Videoarte -
2010 ott Doi Saket International Film Festival -SeeScape -
2010 ott Visionaria
2010 set FlEXiff -Special FLEXIFF Award -
2010 set The Walthamstow International Film -Festival Competition -
2010 ago Corato in Corto Puglia: Tradizionale Crocevia di Popoli e di Nuovi Linguaggi -
2010 ago Ecologico International Film Festival - In Concorso -
2010 lug Gimli Film Fest -Short Program #6: Cinema, My Love -
2010 lug K3 International Short Film Festival K3 -
2010 lug Melzo Film Festival – Semplicemente Guardare Oltre -In Concorso -
2010 giu L’Altro Corto -In Concorso -
2010 ago VideoPal! Kunstellung -Video Art Selection -

Gli oggetti continuamente inviano nello spazio ad essi circostante le immagini di sé medesimi. Queste immagini, dette “eidola”,   entrano, attraverso la pupilla, nell’occhio, così rivelandosi. L’aria è ricolma di immagini immateriali volanti in tutte le direzioni. Gli oggetti emettono senza posa immagini di sé stessi, come i serpenti che perdono la pelle nel crescere. Una specie di perenne sfogliamento sembra essere la caratteristica ultima dei corpi. E l’aria è percorsa da questi fantasmi, sottili involucri trasparentissimi. Democrito.

Eidola”.

Girato all’inizio del 2010 sulla Murgia, con un budget ridottissimo, l’opera è caratterizzata da una visione microscopica e materica di un insolito paesaggio murgiano, colto nella sua essenza evocativa. Lo stile sperimentale del film risiede particolarmente nell’uso di filtri artigianali (vecchie pellicole super8) che il regista usa come microscopio interiore della terra murgiana, paesaggio dell’anima, attraverso un viaggio ludico verso l’essenza della percezione. Il film vede la decisiva partecipazione del compositore tarantino Fabio Orsi, altro talento pugliese, che unisce una materialità timbrica tipica della tradizione popolare ad un approccio avanguardistico e sperimentale di matrice elettronica. Secondo le parole del regista il video “guarda” alla materia e al suo microcosmo semantico – esperienziale, fatto di siluette di ricordi, attraverso dei fotogrammi di un vecchia pellicola super 8 posta sull’obbiettivo poco rassicurante di una granulosa camera mini-dv, dove la figura ridondante di un bambino richiama una dimensione primitiva e vergine: percorso iniziatico di una percezione incontaminata e non alienata. Il film inoltre guarda alla materia cinematografica stessa come a una sorta di plastilina da modellare e al regista come ad un creatore di immagini. Questo il motivo della condensazione dei differenti ruoli del cinema in uno solo: il regista fotografo e montatore. A questi aspetti si aggiunge la schizofrenia dell’occhio meccanico nell’indagine sul reale, la collisione tra meccanicità dei mezzi fotografici e Natura ispiratrice.

Nella filosofia atomista dei greci Democrito e Leucippo, èidola sono le immagini delle cose che si producono nell’incontro tra gli organi di senso e gli atomi che fluiscono dai corpi stessi.

The video “looks” at the semantic/experiential micro-universe made of memories,
by showing some frames of an old super 8 film put on the lens of a The video “looks” at the semantic/experiential micro-universe made of memories,
by showing some frames of an old super 8 film put on the lens of a miniDV camera. Moreover, it “looks” at the cinema as a sort of material to model. The “schizophrenic eye” – the dialectic question between the mechanical and the real eye – is another aspect of the video, that wants to explore the reality and, in particular, the collapse between its mechanical reproduction and nature.
The title “eidola”, from the Greek “eidolon” (that means ghost, image) in the Democrito and Leucippo’s atomistic philosophy indicates the images of the things that are generated from the collision between the physical atoms of the body and their organs of sense.
“The objects continually send in the space around them the images of themselves. These images, called “edola”, go into the eye – by the pupil – so that they can reveal themselves. The air is full of no material images that fly in every direction. The objects constantly send images of themselves, as the snakes lost their skin when they grow up. A sort of perpetual transformation seems to be the ultimate characteristic of the bodies. And the air is constantly crossed by these ghosts, thin transparent coverings”. Democrito


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